Dopo anni di studi e ricerche intorno a miti, filosofi e teorie più o meno provate, un'inchiesta avanza l’ipotesi rivoluzionaria: le mitiche colonne d'Ercole non erano nello stretto di Gibilterra, ma nel canale di Sicilia. E Atlantide non sarebbe l’isola sommersa mai scoperta, ma la Sardegna.
Dal censimento del Corpo Forestale dello Stato risulta che l'albero più vecchio sia un oleastro di eccezionali dimensioni nella provincia di Sassari a San Baltolu di Luras. Un'esemplare di circa 15 metri di altezza, oltre 11 metri di circonferenza e un'età di circa 3.000 anni.
 
Uno dei casi più misteriosi ed affascinanti della storia moderna. Giovanni Piras e Juan Peron sarebbero la stessa persona. Il mitico Generale Juan Peron, tre volte presidente dell'Argentina, sarebbe in realtà Giovanni Piras, un umile contadino di Mamoiada emigrato giovanissimo ai primi del secolo scorso in Sud-America.

Fu probabilmente per amor di simmetria (oltreché per obbedire a rigide regole cartografiche aristoteliche) che il Grande Bibliotecario di Alessandria Eratostene avrebbe slittato verso Occidente le Colonne d'Ercole dal loro luogo iniziale, il Canale di Sicilia. Malta e Gozo sono esattamente sullo stesso parallelo di Gibilterra: il che candida le due isole (con cui cominciava la zona di mare monopolio dei Fenici) a prima collocazione della Cortina di Ferro che separava il Mar Greco da quello Punico.
 

Neolitico Antico (6.000-4.000 a.C.) si hanno in Sardegna le prime manifestazioni culturali di rilievo; compare la ceramica, talora decorata ad impressione strumentale oppure con l'impiego del bordo del cardium edule ("ceramica cardiale"). Rispetto al Paleolitico, vengono realizzati strumenti litici di minori dimensioni e di lavorazione piu' accurata (punte di freccia, bulini, coltelli etc.). E' di questo periodo la scoperta dell'agricoltura e dell'allevamento, testimoniate dal rinvenimento di pestelli e macinelli in pietra, di semi di cereali e di ossa di animali domestici. E' inoltre attestato lo sfruttamento e il commercio dell'ossidiana del Monte Arci che verra' esportata in Corsica, Toscana, Emilia, Liguria, nella Francia meridionale e, forse, anche nella Catalogna.
 

                                          1552

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Dopo il ferro, l'alluminio è il metallo più importante del mondo con più di 11 milioni di tonnellate prodotte. Il processo di produzione oggi più diffuso fu inventato dal tedesco Karl Joseph Bayer. Le fasi per la produzione sono due: la prima consiste nell'estrazione dell'allumina dalla bauxite, la seconda nella riduzione dell'allumina in allumino metallico. La bauxite viene maccinata e attaccata con soda caustica, dalla quale si ricava l'idrato di alluminio che, calcinato in forni a 1200°, in seguito viene sottoposta ad elettrolisi a caldo in speciali celle elettrolitiche  che consumano una enorme quantità di energia elettrica.

                    

                   

                  Monti Prama, giganti alti 2 metri e 40 cm.

 

 

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La scoperta che il carbone di legna poteva essere prodotto bruciando parzialmente legna dura, non può essere fatta risalire ad una data precisa. Ma è certo che il carbone di legna veniva usato per fondere i metalli già nel 5000 a.C.

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Il primo battello a vapore funzionante fu costruito nel 1783 in Francia dal marchese Jouffroy d'Abbans.

 

 

 

 

Sulci (Sant'Antioco).
Il tophet, datato, grazie alla presenza di un'olla pithecusana, almeno all'VIII sec a.C. indica che in questo periodo il sito aveva già una dimensione urbana. Il centro del VII e del VI sec. a.C., tuttavia, non è stato ancora individuato sebbene una serie di materiali sporadici databili a questo periodo ci indichino la continuità di frequentazione. Dall'abitato provengono buccheri con forme del VII secolo a.C., un'anforetta imitante modelli greco orientali e scarsi frammenti etrusco-corinzi
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Discordanze storiche del racconto Di Abdò

A capo di tutti era un re che regnava incontrastato. Questo accadeva in ogni città della Fenicia, mentre a Cartagine (nominalmente vi era un re, nel periodo della storia di Abdò : Magone I – Asdrubale I – Amilcare I , ma il vero potere era in mano al Senato) vi erano due sufeta eletti dal Senato e dal Consiglio dei Cento. Questi detenevano il potere giudiziario e parte di quello esecutivo, mentre quello legislativo era affidato al Senato. Esisteva anche una Assemblea del Popolo, interpellata se c'erano discordanze tra i sufeta ed il Senato.

Storia di Abdò tra il 540 e 500 a.C.

A Sulkì non potevano esserci dei Sufeta perché i Fenici erano governati da un re, e nelle colonie presumibilmente dal capo dei mercanti o da un magistrato della città madre.  Solo i Cartaginesi dopo la conquista del 509, governarono Sulkì con due Sufeta.

Bithia fondata da alcune famiglie Cartaginesi adoratori del dio Luna (Sin), era alleata di Cartagine già nel 550, infatti, insieme a Karalis fu promotrice dell’intervento armato di Cartagine, mentre Sulkì era contraria.

Perciò nel racconto di Abdò , Bithia non può essere attaccata dai Cartaginesi in quanto alleata, e tanto meno Sulkì poteva essere incendiata dai Punici perché era parte della coalizione che sconfisse Malco, generale Cartaginese, nel 550/540. 

Ho trovato anche alcune tracce di razzismo, Zakarbaal il fonditore d’argento di Sulkì, ha come servo il sumero Lusil. Lusil non può appartenere che alla popolazione che già abitava Sulkì, perciò indicare il padrone con un nome fenicio, e il servo con un nome sumero/shardana, è scorretto. Nel racconto infatti, non si fa menzione alle genti che abitavano Sulkì e i suoi territori (solo il disegnatore ha inserito in una tavola un complesso nuragico, cento erano nell’isola i nuraghi con una popolazione di almeno 6000 Shardana), prima e durante la presunta supremazia dei Fenici in quei tempi.

Non dimentichiamo inoltre che i Fenici, nonostante fossero gli inventori dell’alfabeto (i Cretesi sostengono che copiarono dal loro “lineare B”), non lasciarono al pari dei Shardana niente di scritto della propria storia. Quello che sappiamo di loro ci è pervenuto da Erodoto, Livio, Diodoro Siculo, Plinio, la Bibbia.

Il periodo scelto per la storia di Abdò è uno dei più felici del popolo dei Fenici, infatti, nel 539 Ciro II re di Persia conquista i Fenici, ai quali fa costituire la flotta persiana. Nel 525 con Cambise hanno la quasi indipendenza. Gli stessi storici antichi che ci hanno tramandato notizie dei Fenici, non avrebbero mancato di comunicarci, se ciò fosse avvenuto, il controllo politico dell’isola Shardana di Sulkì.

Maqom Safon  è il villaggio dove nasce Abdò, cioè Siru/Sirai ( in Sumero = monte eminente, alto, eccelso ), perché chiamarlo eccelso? Forse perché per gli indigeni (Shardana) era un posto sacro? Ma se era in posto sacro forse era abitato solo da sacerdoti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella metà del VI sec. a.C. Cartagine ha ormai esteso e consolidato la sua potenza su tutto il Nord Africa e, divenuta ormai la capitale di un grande Stato territoriale, cerca di estendere il suo dominio su tutto il Mediterraneo.
n quest'ottica di espansione imperialistica che vanno visti gli interventi militari della metropoli punica nel Mediterraneo centrale, a partire dalla battaglia di Alalia, in Corsica, combattuta intorno al 540/535 a.C. in alleanza con gli Etruschi contro i Greci di Focea che da questa base, attraverso l'esercizio della pirateria, tentavano di monopolizzare i commerci nel Mediterraneo Occidentale dopo aver già fondato colonie in Iberia.
L'azione di Cartagine in Sardegna si realizza con una serie di successivi interventi militari che portano, attorno al 525, alla definitiva vittoria dei punici: il primo trattato tra Roma e Cartagine stipulato nel 509/508 a.C sancisce l'ormai raggiunta egemonia cartaginese sull'Isola.
Ma contro chi dovettero combattere i Cartaginesi e quali cause determinarono la necessità di un loro intervento in Sardegna? Da un lato la motivazione è stata ricercata in un possibile atteggiamento antifenicio di quelle comunità nuragiche che, rifiutando violentemente anche una parziale integrazione col mondo fenicio (sostenuti in questo da elementi greco-orientali), spinsero Cartagine ad agire in difesa delle colonie dell'Isola (BARRECA, LILLIU); dall'altro si è voluta vedere nella nascente insofferenza delle città fenicie di Sardegna verso la politica espansionistica di Cartagine la necessità di un suo intervento militare ed in questo caso è probabile che i gruppi indigeni si trovassero affianco dei Fenici contro la nuova potenza colonizzatrice. A favore di quest'ultima ipotesi sembrano essere i dati archeologici che testimoniano, per talune città fenicie, un periodo di crisi attorno alla metà del VI sec. a.C. manifestatosi con l'abbandono di alcune zone (come si riscontra a Bithia) o con la distruzione a seguito di un assalto (come a Monte Sirai o a Villasimius, dove il nemico può essere giunto solo dal mare). Questa situazione di crisi è confermata anche dall'improvviso decrescere delle importazioni ceramiche nel periodo di tempo compreso tra il 540 ed il 520/510 a.C. cui si associa un cambiamento del tipo di oggetti che affluiscono nell'isola. Da un corretto riesame dei materiali ceramici d'importazione ritrovati nell'isola, infatti, non risultano pervenuti in Sardegna materiali di produzione etrusca o greco-orientale dopo il 540 a.C., periodo nel quale, invece, sono particolarmente consistenti le importazioni di vasi attici attestanti la presenza di Cartagine che, dalla fine del V sec. a.C., intrattiene un rapporto privilegiato con Atene subendo un processo di ellenizzazione sia in àmbito culturale che sociale (TRONCHETTI).
Sebbene non risulti ancora chiaro quali siano stati i vettori della ceramica attica in Sardegna, è dato inconfutabile che nel V sec. a.C. Atene seguisse una politica fortemente espansionistica alla quale alcuni hanno voluto attribuire la rielaborazione dei miti in chiave propagandistica in modo tale da creare precedenti e giustificazioni storiche alle sue mire, come si può riscontrare in Pausania che indica i componenti della spedizione di
Iolao come un esercito di Tespiesi e di genti dell'Attica" ed attribuisce ad Ateniesi la fondazione di Ogryle (NICOSIA).
Tutti gli elementi in nostro possesso, comunque, confermano che la Sardegna, alla fine del VI sec. a.C., è ormai sotto il controllo cartaginese e che ad esso siano da attribuire le radicali modificazioni e le numerose innovazioni registrate nell'isola a partire da questo periodo.

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Molte sono le tracce lasciate dai Sumero/Akkadi in Sardegna. Gli ultimi studi, per la ziqqurat situata vicino a Sassari presso la località denominata Monte d’Accoddi, (Akkad?),  propongono per la costruzione della ziqqurat il 5/6 millennio.

 Interessante e la testa di un uccello fantastico conservato al museo di Cagliari, del tutto simile alla testa degli uomini aquila della mitologia Sumera.

…presso Dorgali, una grotta prende il nome di “Su Anzu” (ancora un caso? An.Zu significa An (cielo) Zu (saggio, ma anche profondo) = profondo come il cielo.  

Anzu è anche la mitica aquila con la testa di leone, abita e risiede nel Kur, (montagna). Prima di essere uccisa da Marduk è stata la guardia personale di EnLil.

Cultura di Abealzu 3000 a.C. Sarà un caso, ma Ab.ea.l.zu in Akkadico significa = Ab(padre).ea(EnKi).zu(saggio)= Il saggio padre Ea/EnKi.

An.zi.anu (in Italiano Anziano) = Signore/soffio di vita/Anu = Anu il signore del soffio della vita;  Kur.ri.ri(correre) = scendere arrivare dalla montagna; A.ku.a.ri(irrigare)= Acqua limpida che scorre;

Ki.uri = Akkad. Uri è il nome di un piccolo paese e di un rio in Sardegna.

Uras è il nome di un paese vicino ad Oristano. La madre di Innana, dea della bellezza del panteon Sumero, si chiama Ur-as.

In Sardo la porta si chiama Eka. In Sumero E=casa, Ka=bocca = La bocca della casa, cioè porta.