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Mi limito al solo Sulcis. Tutta la stampa parla della grave crisi che sta attraversando il comparto industriale di Portovesme, della nobile lotta dei lavoratori per il mantenimento del posto di lavoro che assicuri un dignitoso avvenire alle proprie famiglie. Volendo ci sono e si possono aprire nuovi scenari di produzione, ma per ora mi limito ad osservare gli scempi ecologici del territorio che questa industria ha prodotto. Una alternativa ci sarebbe nel turismo, se solo ci rendessimo conto che bisogna cambiare le regole imposte dai vari piani paesaggistici sin ora studiati dalle amministrazioni, sia comunali (PUC ) che Regionali. Oggi in nome dell''impatto ambientale si sono create regole che di fatto impediscono un evolversi delle strutture alberghiere così come il mercato delle vacanze vorrebbe. Nota bene impatto ambientale visivo, cioè una cosa evanescente perché si giudica in base ad una concezione del bello. I fumi delle industrie, i fanghi rossi, i veleni rilasciati nel terreno che inquinano l'acqua, non si vedono o sono nascosti, spesso non feriscono gli occhi e non creano visivamente "impatto ambientale ", ma di fatto avvelenano la nostra salute. L'altro inquinamento, quello che creano il turismo (vedi alberghi ) o altre strutture necessarie per le vacanze, difficilmente immettono veleni nel terreno, ma, a seconda della propria sensibilità "artistica", possono creare "impatto visivo". Perchè è giusto continuare e permettere, come nel caso del comparto industriale del Sulcis, il perpetuarsi dell'inquinamento, promettendo tra l'altro a queste multinazionali molteplici agevolazioni, mentre è categoricamente vietato ed impossibile costruire strutture alberghiere a 50 metri dal mare? La multinazionale proprietaria dell'Alcoa, nell'ultimo incontro avvenuto il 02/02/010 a Roma tra Governo Italiano, Sindacati, Lavoratori e l'americana Alcoa non ha portato sinora nessuna novità........Alcoa vuole chiudere, vuole lasciare Portovesme, non si preoccupa minimamente della sorte dei lavoratori. L'Alcoa deve all'Italia molti soldi, credo sia il caso che lo Stato metta sotto sequestro lo stabilimento di Portovesme, per obbligare la multinazionale ad impegnarsi almeno nel risanamento del territorio. Risanamento che darebbe agli operai uno stipendio per altri due anni e solo dopo, eventualmente si potrebbe parlare di cassa integrazione. Nel frattempo sarebbero trascorsi 3 anni, e in un paese di Santi è probabile che accada qualche miracolo. Già quando l'Allumix lasciò, credo fosse nel 96, il destino sembrava segnato, ma entrò Alcoa che assunse nuove responsabilità sino a quando la produzione dell'alluminio in un mercato di prezzi ottimali ha permesso a questa multinazionale consistenti guadagni. I politici che ci hanno amministrato in tutti questi anni, sapevano che presto si sarebbe creata una nuova crisi, ma nessuno ha saputo proporre una alternativa (creazione e aiuti a piccole aziende per la seconda lavorazione del prodotto primario), creazione di una nuova industria che sfruttasse (come in Giappone) i fanghi rossi per costruire mattoni. Nessun politico ha pensato allo sfruttamento della nostra più grande ricchezza, il SOLE. Nessun politico ha studiato o fatto studiare ai vari uffici Regionali preposti, piani di riconversione turistica che allettassero gli imprenditori nella messa in opera di una "industria turistica". Nessuno dei nostri amministratori pensa che la fonte primaria dell'energia, il petrolio, si sta esaurendo. Il suo prezzo nel mercato globale non è stabile, questo permette una continua variazione del suo valore che permette una forte speculazione finanziaria che porta i capitali (banche) ad un alto guadagno (come in un gioco d'azzardo, dove chi perde è il cittadino). La crisi del 2008 di cui ancora paghiamo le conseguenze in termini di disoccupazione, nasce dal massiccio investimento speculativo delle banche (titoli tossici). E' più facile ottenere un prestito per giocare in borsa che uno per comprare le materie prime da trasformare in prodotti finiti. Queste nobili istituzioni (banche) scordano che la vera ricchezza viene creata dal lavoro, dalla creazione di beni, dalla vendita di questi beni che creano altro lavoro, ed il lavoro permette, appunto a chi lavora, di acquistare questi beni.
Playas de Cancun
Portovesme - zona industriale fanghi rossi |